
Il parco rappresenta così una sorta di “storia dei giardini” dove i giardini, nei vari stili, all`italiana, all`inglese, medievale, bosco e frutteto, si rincorrono e sfumano gradatamente l`uno nell`altro formando un tutt`uno di eccezionale armonia.
I sentimenti sono i veri protagonisti del parco: la tristezza nel giardino della mestizia si contrappone ai colori e al movimento del giardino della letizia, vi è uno spazio per le ore che furono mentre dal luogo dedicato alle memorie si accede al giardino dei sospiri. Gli ampi spazi di stile inglese fanno da contrappunto ai luoghi più reconditi come l`hortus conclusus dove l`atmosfera si fa più raccolta, per l`intimità del luogo stesso e per la presenza della chiesetta romanica di San Remigio.
La lettura del parco di Villa San Remigio non è facile né riconducibile ai canoni classici dell`architettura; il giardino è di fatto il frutto del gusto eclettico, dell`origine anglo-italiana, della creatività e dei personali sentimenti che i suoi ideatori seppero esprimere in modo irripetibile.
Villa San Remigio e il suo giardino rimasero sempre di proprietà della stessa famiglia fino al 1977, quando il complesso venne ceduto dalla Contessa Ester Della Valle Bonacossa, figlia di Silvio e Sofia, alla Regione Piemonte.
La Villa attualmente ospita alcuni uffici decentrati della Regione Piemonte e la Direzione del Parco Nazionale Val Grande.
La manutenzione del parco è affidata al Servizio Forestale della Regione.